Pubblicato da: vanni | giugno 16, 2011

CHE PENA VEDERE STEFANIA ABBOCCARE ALL’AMO

di Giovanni ALVARO -ilcalcestruzzo- Ormai ci hanno abituati e non ci sorprendono più. Possono inserire, di volta in volta, una variabile coreografica ma la sostanza resta sempre la stessa. Opposizione netta, cieca e senza appello che comporta isolamento e mancanza di contributi per migliorare qualsiasi provvedimento in discussione. Il tutto, poi, condito con gli alti lai sulla democrazia in pericolo e gli attentati alla Costituzione che ormai vengono percepiti come il proverbiale
grido ‘al lupo, al lupo’.

Così è stato per la regolamentazione dei flussi migratori, così per i provvedimenti sulla sicurezza, così per la riforma della scuola primaria con la reintroduzione del maestro unico, e poi per la riforma dell’Università per battere i baronati e ridare il giusto peso alla meritocrazia, e quindi per il federalismo fiscale comunale, e ultimo per il processo breve. Così sarà nei prossimi appuntamenti. Ma le loro sono ormai armi spuntate: continueranno a leggere articoli della Costituzione (dimenticando le mutilazioni operate con l’abolizione dell’immunità parlamentare e la modifica del Titolo V della Carta con soli 4 voti di maggioranza), faranno a gara a chi le spara più forti, e renderanno sempre più palese la loro ‘penosa macchina da guerra’.

C’è da scommettere che così sarà per la legge sulle intercettazioni con un dibattito colmo di falsità sull’impossibilità di perseguire i reati mafiosi, quando lo sanno tutti che quei reati sono esclusi dai divieti previsti dal disegno di legge. Ma loro continueranno a spargere veleni e falsità, a piene mani, perché non vogliono limitare l’uso di uno strumento che se non serve a far condannare il Cav perché ‘l’acqua scarseggia e la papera non galleggia’, ossia perché malgrado tutti gli sforzi non si individua un solo reato per incastrare il premier, servono però per continuare a ‘sputtanarlo’ senza alcun ritegno.

Lo avevamo già scritto: l’obiettivo perseguito non è la condanna di Berlusconi, quanto quello di sommergerlo sotto una montagna di ipotetici, molto ipotetici risvolti morali, che non hanno dato, però, il frutto sperato, almeno nell’opinione pubblica che è stanca d’essere bombardata da fatti che considera costruiti ad hoc. Ma se la gente comune è palesemente vaccinata rispetto alle volgarità mediatiche, non è lo stesso per anime pie che abboccano facilmente all’amo. Vedesi il caso della pur considerata coraggiosa e battagliera Stefania Craxi, tale in paragone all’ex figlio di Bettino da tempo schieratosi con i massacratori del padre, che oggi non trova di meglio che invitare Berlusconi a fare un passo indietro.

Ma Stefania vuole o non vuole la riforma della giustizia? Se il Cav dovesse abbandonare il campo ci vuol far sapere chi terrebbe aggregato un fronte così fibrillante qual è diventato il PdL? Pensa che cambiando il leader sarà agevole la strada per ripristinare la divisione dei poteri oggi messa terribilmente in gioco dallo strapotere di una accusa che non dovendo rispondere delle proprie azioni è sostanzialmente irresponsabile?

Se la nostra Stefania dovesse rispondere di si significa che non è consapevole delle difficoltà che hanno impedito, in questi anni, la realizzazione della riforma della giustizia, con i freni tirati al massimo prima da Casini e poi da Fini; e non percepisce quanto alto sia il livello dello scontro attualmente in corso nel nostro Paese con chi vorrebbe ripetere la stessa strategia che portò alla decapitazione della classe dirigente del pentapartito di vent’anni fa e che causò l’esilio e la morte di Bettino, e chi, andando oltre, si è augurato un golpe vero e proprio.

Su questo hanno diffusamente scritto penne importanti come quelle di Giuliano Ferrara e di Paolo Pillitteri (zio di Stefania) ed è su questo che si deve riflettere applicando, senza alcuna vergogna, la vecchia massima del ‘pensa prima di parlare’. E soprattutto non considerare quanto è alimento di campagne mediatiche, contro Berlusconi, come oro colato. La sinistra è da tempo che ha la lingua biforcuta. Ed è da tempo che sulla stampa circola solo e soltanto spazzatura.


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